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Il narratario ix.14 31.07.03

Il narratario, nella modernacritica letteraria indica illettore, non quello reale, cheha letto o che leggerà, mal’implicito, quello cui sirivolge l’autore.
Come scriveva Manzoni nelprimo capitolo del suocapolavoro: “Pensino i mieiventicinque lettori che impressione dovesse faresull’animo del pove r etto, laboratorio di testi: racconti analisi rapsodie epopee giornale in foglio con editoria elettronica da tavolo direttore responsabile Fabio Trazza www.ilnarratario.info - Premio Nazionale “Verba Volant” 1999 con patrocinio Ministero Pubblica Istruzione - fabiotrazza@ilnarratario.info redazione organizzazione fotocomposizione e stampa in proprio Periodico Quindicinale - Aut. Tribunale Milano 34/95 28.1.1995 - tel/fax 02/6123586 - via Arbe 29 - 20125 Milano «Quel che lega dolcemente i sensi» un tempio sul Campi- [Giambattista Marino, Adone, III, 80, 5. ] del dolore di Carlo Emilio Gadda »1), mi è sem- « E chi, di certa scienza, ha ritenuto poter inter- più grande letteratura sin dal medioevo e di dopo la vittoria di Farsalo con uno splendidobrato di aver a sufficienza dimostrato come, per pretare il barocco (a volte non meglio definito) saperla trasformare tra ’500 e ’600, con Ariosto, tempio dedicato nel 46 av. C., o la Venus-Roma,i massimi autori del romanzo dell’ ’800 e del ’900, come istanza irrevocabile di taluni momenti o Tasso, Marino, sino a farla diventare il lievito celebrate nella loro unità con altro splendidorispettivamente Manzoni e Gadda, fu necessa- indirizzi o tentazioni o mode o ricerche dell’arte di tutta la letteratura europea moderna.
doppio tempio eretto in Roma dall’imperatore rio misurarsi con la forma che per eccellenza o della creazione umana, una categoria del pen- E sembrano ancora risuonare le parole di Mari- Adriano, sono le varianti più significative dellacustodisce ed alimenta la retorica arte della pa- siero umano, potrebbe o dovrebbe forse rico- no: «Rincrescemi di non aver potuto spedire a valenza politica della divinità, intesa come for-rola: il barocco. Immaginavo anche di essere noscere nel barocco, in altri casi, uno di queí tempo un mio lungo discorso, che va nel prin- za di concordia e percorso di pace tra i popoli.
autorizzato, in conclusione a tale Nota, ad af- tentativi di costruzione, di espressione che cipio, circa la differenza dello scrivere tenero Un mito di tale valore paradigmatico per gli amorifermare che «i nuovi orizzonti della modernità meglio si possono attribuire alla natura e alla e dell’osceno, il quale è pieno di buona e re- degli uomini e per la pace dei popoli non pote-dell’Europa non stiano nell’osannare una qual- storia, chiamando natura e storia tutto ciò che condita erudizione, e l’ho fatto per chiuder la va non suggestionare poeti e filosofi, che tra-che rivoluzione politica dei secoli a noi più vici- si manifesta come esterno a noi e alla nostra bocca a coloro che dicono questo poema es- endone ispirazione, lo riattualizzavano cantan-ni, ma nella riscoperta dell’intreccio tra i secoli facoltà operativa, alla nostra responsabilità ser tutto sparso di lascivie e sporchezze . ». che dal ’600 giunge intatto sino a noi».2) mentale e pragmatíca. La natura e la storia, per- Sarebbe stato inutile. «L’Adone» avrebbe fat- — l’Inno omerico ad Afrodite; Da qui l’invito ad accostarsi alla fonte per ec- cepite come un succedersi di tentativi di ricer- to la sua strada. Basti solo ricordare che il poe- — le celebrazioni di Afrodite Urania, regina del-cellenza del barocco letterario, Giambattista Ma- ca, di conati, di ritrovati, d’un’Arte o d’un Pen- ta inglese Richard Crashaw (1612ca–1649), au- l’amore, sovrana del cielo, della terra e del mare;rino, e, in particolare, a quella specifica opera siero che trascendono le attuali nostre possibi- tore di bellissime raccolte a tema sacro (Epi- — il celebre frammento sugli attributi dell’es-che del barocco può dirsi il fondamento più lità operative, o conoscitive, avviene fàccino a grammata sacra, 1634; Steps to the Temple, sere, del filosofo Parmenide di Elea verso il 500sicuro, «L’Adone».
lor volta un passo falso, o più passi falsi: che 1646), tradusse Marino, innervando lingua e a.C., «Il Destino l’ha incatenato ad essere tut- nei loro conati, vale dire nella ricerca e nell’èu- letteratura inglesi sino a precorrere il romantico to intiero ed immobile: per esso non son che orrei però avvertire i miei venticinque letto- resi, abbino a incontrare la sosta o la deviazio- Shelley o il «poeta della carne» C. Swinburne nomi tutte le cose che i mortali han posto cre- ri che non si assume qui il termine «barocco» ne «provvísoria» del barocco, magari del grot- Algernon alle soglie del xx secolo.
dendole vere, il nascere e il morire, l’essere e nel significato più comune e volgare, quando tesco. Il grottesco, in tale vasta occorrenza il non essere, il cambiar di luogo e il mutare non sprezzante, di solito attribuito a tutto ciò esterna, un tal grottesco non si annida nella «L’Adone» di Giambattista Marino ricalca un del brillante colore» (fr.8, 37-41); che si ritiene inutilmente ridondante ed artifi- pravità macchinante del fegato dell’autore del- mito ellenico, già presente in Omero, di Afrodi- — e gli altri altrettanto celebri frammenti dicioso, ma nella più alta coloritura culturale che la Cognizione, semmai nel fegato macchinato- te, che in veste antropomorfica riflette la bellez- Empedocle di Agrigento (492-432 a.C.), che fon-la più sensibile esperienza europea, dal medio- re della uníversa realtà. Esso fegato ricercato- za e l’incanto di un’aurora, per poi rivestirsi dano la teoria così a lungo preponderante deievo a Gadda, ha saputo sedimentare in questo re, impigliandosi in reiterati tentativi, intrappo- anche della forza erotica che feconda ogni cosa. quattro elementi che compongono l’unità del-particolarissimo termine. Fu Benedetto Croce 3) làtosi in reiterate impasses, e divincolàtosí poi Dea della bellezza e dell’amore sensuale. L’amo- l’essere, fuoco, acqua, terra, aria, agitati dallea ricondurlo a un sostantivo che nella dialetti- a mala esperienza esperita, ne recede più o meno re –d’origine asiatica– di Afrodite per Adone due forze contrapposte dell’Amore e della Di-ca scolastica medievale veniva usato [baroco goffamente, se ne sbroglia del tutto e di nuovo fu declinato dai poeti greci, lasciando però sem- scordia: «anche agli uomini appare insitoo barocco] per uno speciale tipo di sillogismo tende a via libera; tende verso la infinita, nel pre trasparire il suo senso primitivo naturalisti- nelle membra, e per esso pensano cose amichemolto complicato. Comunque già nei circoli uma- tempo e nel nùmero, suddivisione—specializ- co. Il bel giovane, di cui Afrodite era innamora- e compiono opere di pace, chiamandolo coinistici del ’400 e ’500, per bollare di inconclu- zazione—obiettivazione del molteplice ».
ta, moriva durante la caccia, ucciso da un cin- nomi di Gioia e di Afrodite.» (dal fr. 17); denza alcuni artifici retorici, non si esitava a ghiale. Lei, affranta, ne pregava la resurrezione — e poi i tragici Eschilo ed Euripide; ricorrere indifferentemente a baroco o a baroc- La lezione di Gadda, testimoniata non solo te- al padre delle forze della natura, Zeus. Ma an- — e soprattutto l’affascinante invocazione al- co.4) Poi nel Seicento il termine venne allargato oricamente, ma con lo stesso complesso della che la dea dei morti, Persefone, era incantata l’alma Venus genetrix di Lucrezio in aperturaall’intero campo della creatività artistica. Solo sua opera, discende dalla volontà di difendersi dalla bellezza di Adone e non ne consentiva il del suo poema della natura; ed è singolare chenel ’700, e in Francia, apparve per la prima volta da quanti, per sminuirne il valore, vogliono leg- ritorno in vita. Zeus decise che Adone sarebbe il più grande poema del materialismo edonisti-la generalizzazione dell’espressione «discorsi gere « negli strati o nei nòccioli grotteschi del- rimasto prigioniero delle ombre per un’intera co, che avrebbe consegnato all’umanità la teo-barocchi», al di fuori dello specialismo della l’impasto Cognizione una deliberata elettività stagione, poi sarebbe tornato tra i vivi.
ria degli atomi si apra con l’invocazione più ispi- dialettica, coloritasi anche del significato di biz- ghiandolare—umorale ». Il grottesco, in sostan- Il cinghiale che uccide Adone è la violenza del- rata che la religiosità pagana ci abbia traman-zarro, come in portoghese si denominava una za, « non si annida nella pravità macchinante l’inverno, e chi muore in Adone è la natura stes- dato;perla di forma irregolare diffusa dai portoghesi del fegato dell’autore della Cognizione, sem- sa che ciclicamente tornerà a vivere sotto i se- — e poi ancora la celebrazione di Venere nelcol nome di barroco.5) mai nel fegato macchinatore della uníversa re- gni d’amore delle primaverili aurore.
quarto libro dei Fasti di Ovidio, anche a parzia- Insolito percorso quello di un termine, che, nato altà ».12) La ripresa mariniana del mito di Adone per tutti le imitazione dello stesso Lucrezio; nel seno della logica, inabissatosi nei fondali i critici ha voluto significare solo la rielabora- — e infine, tra le più grandi, quella di Orazio delle perle più rare, riemerge nel rarefatto mon- Se si espone ora il capolavoro del Marino, zione della favola che viene ripresa in pochi (Carm. 1,4,5).
do dell’estetica, nascondendo la sua identità «L’Adone», alla stessa difesa alla quale siamo versi nelle Metamorfosi di Ovidio. Nessuno ha etimologica,6) per restare impigliato sino alla fine pervenuti sia per la fulminante lucidità del Gad- mai voluto affrontare di quel mito, centrale per Per inciso, è da ricordare che la presenza del dell’’800 nella rete della coincidenza con da, sia per il travaglio della critica, che per ulti- la cultura mediterranea, né la fisiologia, nè la cinghiale, quale forza naturale distruttiva dellal’«assurdo» e il «grottesco».
ma, con Francesco Guardiani, dichiara che il fenomenologia. È quindi parsa sproporzionata fecondità della natura, è rintracciabile anche in Solo nel 1888, dopo gli studi di J. Burckhardt, il Marino con L’Adone, si ripropone al lettore con- la esigua vicenda narrata da Ovidio in confron- altra pagina del mito, quale la caccia al cin-Barocco fu accostato per la prima volta da uno temporaneo non per la sonorità dei versi né per to alla vastità del poema del Marino.
ghiale di Calidone. Parteciparono tra gli altri i storico dell’arte, H. Wölfflin, e con pari dignità, l’arguzia dei concetti, ma perché la poetica ma- Se, invece, del mito ricapitoliamo brevemente Dioscuri Castore e Polluce, Teseo, Giasone, ilad altro termine che con assoluta nobiltà pote- riniana è filosofia,13) allora forse potremo mette- ampiezza, profondità e diffusione, non apparirà padre di Achille, il figlio di Licurgo, solo perva designare un grande e riconosciuto periodo re alle nostre spalle le accuse rivolte a uno dei fuori luogo che alla fine della stagione del rina- citare i più noti eroi. Due furono lacerati dalledel processo creativo umano: il Rinascimento.7) massimi poemi della letteratura italiana, certa- scimento Marino sentisse il bisogno di ripren- zanne del cinghiale, oltre ai molti cani. Il mitoApparve allora chiaro che non di bizzarria bi- mente il più vasto. E tali accuse ci serviranno derlo, mutandone senso ed offrendolo quale era già presente nell’Iliade. E altre varianti sa-sognava parlare, ma di vera e propria catego- più per capire i tempi e gli uomini che le espres- paradigma tra la vita e la morte dell’uomo mo- rebbero sorte dal mito naturale della lotta del-ria dell’arte, che avrebbe potuto anche spiega- sero, che per valutare Marino e il suo poema. derno, senza dover ricalcare né il cammino sal- l’eroe contro un mostro della natura, costantere non solo il ‘600, ma tanta produzione dello L’Adone, privo di unità, violava i princìpi ari- vifico dantesco, nè i moduli petrarcheschi del mitica della lotta tra le stagioni, tra il sole e la stesso ’700.8) Fu aperta così la strada ad un stotelici, non rispettava la purezza linguistica canto d’amore, nè il modello eroico dell’Ario- tempesta. Le opere d’arte riprendendo il mito,intenso studio in tutta Europa capace di veder e, secondo Tommaso Stigliani, era addirittura sto o del Tasso.
lo avrebbero sempre più antropomorfizzato sino unificate nella più nuova concezione di «ba- opera di furti e plagi, tutti denunciati ne ‘L’Oc- a velare lo scontro delle forze naturali e far emer- rocco» tutte quelle creazioni artistiche che sin chiale’ nel 1627. Non mancarono le difese pun- Da Cipro, e in particolare dalla città di Pafo e gere solo quello tra le passioni umane. Si di- dal primo ’600 in vari paesi europei avevano tuali, come la ‘Difesa dell’«Adone»’, del 1629 Amatunte in continuo rapporto coi Fenici, il stinsero così i poeti Bacchilide e Ovidio; i tra- finito con l’essere designate con differenti nomi: di Girolamo Aleandrí. Ma nessuna difesa valse culto di Afrodite si era esteso nell'Asia Minore, gediografi Sofocle ed Euripide; gli scultori come in Francia (preziosismo), in Inghilterra (poesia ad evitare il decreto di condanna del 4 febbraio nelle coste del Mar Nero, per passare attraver- Scopas, sul frontone orientale del tempio di Ate-metafisica), in Spagna (cultismo, culteranismo, 1627. L’Adone finì all’Indice. Ancora alla fine so le Cicladi, l’isola di Delo, nell’Attica, nella na Alea in Tegea d’Arcadia, o come l’autoreconcettismo, gongorismo), in Italia del ’600 rimane vivo il desiderio di gettare di- Beozia, nell’isola di Citera e all’interno del Pe- della malinconia sul dolce viso del giovane eroe(marinismo). Erano state determinanti all’aper- scredito non solo sull’opera, ma sullo stesso loponneso. E poi Corinto, Argo, Trezene, Epi- conservato nel Museo Vaticano.
tura di questa prospettiva le nuove nozioni di autore:«Un poeta dei nostri tempi disse che ’l dauro, Sicione fino al celebre tempio di Afrodi- storia dello stile (Wölfflin) e, soprattutto, di suo Adone era nato per essere ucciso da un te sul monte Erice in Sicilia.
Certo, nessuno può impedire che si dica che storia dello spirito (Dilthey).9) Come furono porco, e l’indovinò, perché il porco fu lo stile Venere, invece, era l’antica divinità italica della la storia sottesa al poema di Marino sia unoessenziali gli studi che in ogni paese europeo osceno di quel libro».14) primavera e le era sacro Aprile, il mese dei fiori. “scheletruzzo ch’è poi la storia, nota da Ovidio grandi studiosi riservarono al «barocco», par- E il discredito si protrasse nel ’700 e nell’ ’800.
In Italia la si venerava anche per l’influenza che e dai suoi imitatori innumerevoli, degli amori di tendo dalla concreta esperienza ed analisi ef- Perfino il nostro F. De Sanctis nella sua grande avrebbe potuto esercitare sulla concordia fra i Adone con Venere, del bel giovinetto con la Storia della letteratura italiana pur dovendo cittadini e sulla pace tra gli uomini.
bella dea, e della morte violenta di lui, per zanna Pur dinanzi a questa imponente operazione cul- riconoscere che Marino è il «re del secolo», lo Quando, dopo l’incontro-scontro greco-roma- di cinghiale”. Oppure che tale scheletruzzo sia turale, di cui qui non si può che dare una molto considera l’esempio della “corruzione morale no Venere si fuse con Afrodite, nacque la leg- stato preso per sostenere un “mostruoso poe-sommaria informativa,11) non paia la breve nota del Seicento e della decadenza italiana”. Un genda di Enea, figlio di Venere, immaginato ma (il più lungo, si favoleggia, delle nostre let-che Gadda scrive sul barocco una considera- giudizio ben più pesante della stessa messa al- come fondatore della gens romana.
tere) dalle spropositate proporzioni barocche: zione da perdersi stemperata nelle dotte analisi l’indice dell’inquisitore. Solo che questi opera- A Roma erano tre i santuari di Venere: un corpaccione materiale e decorativo, assolu- critiche contemporanee, che anche nel ’900 non va nella crisi violenta dell’Europa tra cinque e — ai piedi dell’Aventino, in onore della divini- tamente illeggibile, e noiosissimo, se anche conpossono certo dirsi meno pedanti di quanto seicento, e quegli in un’altra, non certo meno tà che accarezza sensualmente l’uomo e ne de- qualche avara sacca letterariamente pregevolenon fossero quelle del ’600 o del ’700.
grave, che avrebbe portato l’Europa a guarda- sidera il pieno appagamento di tutti i sensi; Anzi parrebbe che Gadda sia in grado di opera- re tutto e tutti con le lenti del nazionalismo. Del — vicino al Comitium, per ricordare la riconci- Vale certo poco ricordare che tale giudizio sire non solo il superamento della stessa conce- resto che la critica letteraria italiana guardi al liazione politica tra Romani e Sabini; iscrive sulla scia segnata da Benedetto Croce, zione di Dilthey, ma di preparare le condizioni passato del nostro patrimonio letterario con la — in altro luogo (ancora ignoto), dove si con- che pure aveva promosso gli studi su Marinoper una rilettura unitaria del barocco, capace di nostalgia di chi ha sempre sognato una capita- servavano gli arredi necessari per i trasporti pubblicando nel 1913 un’antologia delle suesaldare natura e storia.
le delle lettere per l’Italia è cosa tanto nota funebri, per la divinità dei morti.
poesie, ma che nella Storia dell’età barocca in quanto dura a morire. Più difficile resta da ac- Nell’esperienza del mito la Dea del piacere era Italia (1929) aveva bollato L’Adone come crive Gadda nell’«Appendice» de La cogni- cettare che sia stato il policentrismo a rendere la Dea dei morti, così come nell’esperienza del- «pseudopoesia». Per fortuna i giudizi estetici, l’Italia il primo paese capace di far crescere la la realtà la vita è sempre in rapporto diretto con al pari di tanti giudizi storici, mutano. E per for- il narratario laboratorio di testi: racconti analisi rapsodie epopee tuna non sempre quanti si accostano a Marino venzione del telescopio e la scoperta dei satel- tutti attaccare Marino per entrambi questi aspet- 1. Giovani amanti, e Donne innamorate,producono l’effetto di far credere che Marino liti di Giove, compare chiaro, ispirato e convin- ti, gridando all’oscenità per il primo caso, irri- in cui ferve d’Amor dolce desio, sia da accomunare al giudizio che la critica ri- to nell’opera del Marino. La stessa riduzione dendo all’oscurità o all’incoerenza per il secon- per voi scrivo, a voi parlo, or voi prestate serva a chi lo ha accostato. Così è avvenuto del numero dei cieli al numero dei cinque sensi do caso. Nessuno ha mai potuto osservare, favorevoli orecchie al cantar mio. nel caso di d’Annunzio, che nel romanzo L’in- non è il tentativo improbabile di inventare una però, la mancanza di forza e ispirazione poetica, Esser non può, ch’a la canuta etate nocente (1892), descrivendo il canto dell’usí- nuova cosmologia, ma la sottolineatura per im- per un giovane borghese che a Napoli aveva abbia punto a giovar quel che cant’io. gnolo ha imitato un brano dell’Adone. E si sa magini che tutto l’universo ricade sotto i sensi. abbandonato gli studi legali per frequentare gli qual’è stato, e per quale ragione, il giudizio su Spettacoli e preziose architetture tra melodie, ambienti letterari delle accademie e che era fini- bianco crin, crespa fronte, e ciglio grave. d’Annunzio per tutto il secondo novecento.
profumi, sapori, materie consistenti al tatto, to in prigione per aver amato (e fatto morire Luperini fa notare che oggi i pregiudizi di natu- accompagnano la carne di Adone, desiderio di d’aborto) la sua amica A. Testa.
2. Spesso la curva e debile Vecchiezza, ra estetica contro Marino sarebbero cadutí. E Venere (e anche di altri), e ne guidano la mente Marino fuggì da Napoli e conquistò la più im- che gelate ha le vene, e l’ossa vote, cita il contributo decisivo in campo critico dato alla conoscenza attraverso l’esperienza sensi- portante corte europea, Parigi. Quando il suo dai lavori fondamentali di G. Pozzi 16) e di F. Guar- bile dell’universo. Sono guide Venere e Mercu- stipendio annuo a corte era arrivato a ben 2.000 aborre quel che conseguir non pote. diani.17) L’Adone sarebbe stato pienamente ri- rio, le divinità favorevoli, rappresentanti amo- scudi, la tiratura del suo Adone era già esaurita.
Uom non atto ad amar, disama e sprezza valutato in quanto nell’opera mariniana sareb- re ed arti pacifiche. Ostacoli Diana e Marte, Gli ultimi esemplari erano arrivati a 50 scudi e anco il tenor de l’amorose note; bero riscontrabili gli elementì comuni alle poe- divinità ostili, rappresentanti il rìfiuto dell’amo- aveva guadagnato in totale oltre 50.000 scudi.
e ’1 ben che di goder si vieta a lui, tiche contemporanee dell’odierna sensibilità re e le arti della guerra.
Si era circondato di una biblioteca e di una pi- per invidia dannar suole in altrui. postmoderna, quali: —l’identità dei contrari; Pur dovendo ancora essere compiutamente stu- nacoteca personali e sognava di tornare a Na-—l’accostamento di mondi lontani; — una tec- diate le influenze filosofiche su L’Adone, non poli. Spese una fortuna per una casa nel posto 3. Lunge deh lunge alme severe e schive nica correlativa, gíustappositiva e paratattica; vi sono dubbi sulla matrice epicurea, sapiente- più incantevole, là dove sulla costiera di Napo- da la mia molle e lusinghiera Musa. — il citazionismo e il riuso spregiudicato degli mente occultata sotto i veli del mito, filtrata li un promontorio sembrava una nave che do- autori del passato e del presente; — il trionfo anche dallo stesso umanesimo italiano e soste- vesse salpare o stesse per attraccare: a quel incorrotta onestà vadane esclusa. dell’artificiale; —un sensualismo e un vitalismo nuta dall’espansione del copernicanesimo.
tempo si chiamava Posilippo. Ancora oggi Po- Ah non venga a biasmar quant’ella scrive non più subordinati a una visione del mondo La stessa supremazia del tatto, ad inversione di sillipo sembra debba salpare. Nessuno capì mai d’implacabil Censor rigida accusa, organica e definitiva.18) Non andrebbe tuttavia altre gerarchie tra i sensi, che potevano essere la sua condanna. Nè religiosi, nè laici.
la cui calunnia con maligne emende dimenticata una diversa posizione, quella di elaborate in funzione della conoscenza, sem- Giunto a Napoli « andò ad abitare nel Con- Renucci, che sostiene come L’Adone sia intes- bra poter lanciare la variante epicurea del liber- vento dei PP. Teatini ai SS. Apostoli, e quindisuto di una trama filosofica e sia portatore di tinismo in Francia, innegabilmente legittimato passò al suo delizioso soggiorno di Posilip- 4. Di Poema moral gravi concetti una carica ideologica anche se coperte da uno dalla potenza ispiratrice dello stesso Lucrezio, po, dove dopo non molto tempo s’infermò, e udir non speri Hipocrisia ritrosa, spesso strato di retorica doppiezza, brandita così come aveva operato Lucrezio a Roma con dopo dolorosa malattia ne’ reni morì in età di che notando nel ben solo i difetti, anni 56, il 26 marzo 1625, e fu sepolto nel suol còr la spina, e rifiutar la rosa. Il Tatto è l’incontro degli atomi, alla base della Chiostro dei detti PP. Teatini, ai quali lasciò So che fra le delizie e fra i diletti gnuno dei venti canti in cui si struttura teoria materialistica epicurea della conoscenza. per il testamento la sua ragguardevole libre- degli scherzi innocenti alma amorosa L’Adone è preceduto da una quartina che lo E Lucrezio aveva affermato: —Tactus, enim, ria ». Così è scritto nell’Elogio dell’Editore al- cautamente trattar saprà per gioco riassume e da una breve prosa allegorica (che tactus, pro divum numina sancta, corporís est l’edizione de L’Adone del Cavalier Marino a senza incendio o ferita il ferro e ’1 foco. Marino finge siano scritte da altri), per dare la sensus—. Questa la teoria tradotta nell’archi- Londra nel 1784.
chiave del canto stesso. La vera chiave, però, tettura del Palazzo d’Amore e presente in tanta 5. Suggon l’istesso fior ne’ prati Hiblei è la trama filosofica del poema che scandisce la filosofia «sensibus demonstrata» che nel ’600 Ai miei venticinque lettori non resta che ri- conoscenza dell’universo attraverso i sensi. apriva ai procedimenti della scienza sperimen- cordare che Marino amava con tutti i suoi sen- e secondo gl’instinti o buoni, o rei, Questo il significato delle cinque Torri del pa- tale e al rinnovamento delle arti.
si i suoi lettori ai quali, in apertura del Canto l’una in tosco il converte, e l’altra in mèle. lazzo di Venere. La Torre centrale è quella del VIII, da L’Adone rivolgeva un invito alla re- Or s’averrà ch’alcun da’ versi miei tatto con i giardini a segnare la distinzione de- È difficile oggi stabilire se per un intellettuale sponsabilità, che, prima che dell’autore, dev’es- gli altri sensi, e cinque porte, dal valore simbo- agli inizi del seicento, nel vivo di sanguinosi sere del lettore.
altri forse sarà men fiero ed empio, lico, per l’accesso al giardino del Piacere, conflitti in tutta Europa per la libertà di profes- (Intanto potremmo tentare di rivedere Marino.
che raccolga da lor frutto d’essempio. quel che lega dolcemente i sensi.
sare il proprio credo, fosse più pericoloso ma- Si fermava a guardare i bianchi di vele e navi I sensi però sono alla base tanto del raggiungi- nifestare la propria competenza nella descrizio- sull’azzurro. Affacciato gli appariva il Castello e 6.Sia modesto l’Autor; che sien le carte mento della voluttà quanto della conquista del ne di un amore in lunghissime, musicalissime e si sedeva a scrivere pensando a quanto il cuore men pudiche talor, curar non deve. sapere. Adone e Venere infatti percorrono l’uni- intense ottave, avvincenti come baci e solleci- era invaso dai passi di chi amava. E si fermava L’uso de’ vezzi e ’1 vaneggiar de l’arte verso celeste per giungere nella «Casa dell’Ar- tanti come l’invito a quel piacere che lega dol- trattenuto a vederla tra via e giardino. Poi scrive- o non è colpa, o pur la colpa è lieve. te». Tutti i libri dell’umanità e un mappamondo cemente i sensi, oppure far trasparire la propria va. Le raccoglieva parole per legarle e mandar- Chi da le rime mie d’Amor consparte segnano le vicende della storia e allineati all’in- apertura alla tolleranza tra le diverse credenze, gliele per chiederle come e perché non arrossiva.
vergogna miete, o scandalo riceve, finito gli strumenti e le macchine della cono- il proprio schieramento per la rivoluzione della Si alzava. I bianchi di vele e navi erano scivolati condanni o scusi il giovenile errore; scenza della natura attraverso la percezione. scienza sperimentale, la propria simpatia per la sulla foschia del blu. Solo Castel dell’Ovo si trat-Siamo nel 1623 e già l’elogío di Galileo, per l’in- pacificazione. È sempre stato molto facile per ché s’oscena è la penna, è casto il core. in copia cartacea numerata su carta bodonia è distribuita dal “Laboratorio Altiero Spinelli”) dei Visitatori del sitowww.ilnarrartario.info giornale in foglio con editoria elettronica da tavolo 20125 Milano via Arbe 29 tel./fax 02/6123586 Premio Nazionale “Verba Volant” 1999 con patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione Edizione fuori commercio - Vietata la vendita - Proprietà letteraria e artistica ® Distribuzione a cura del «Laboratorio Altiero Spinelli» Dictionnaire il significato si era ampliato, passando rinascimento e nella riforma, 1891-1900.
13) F. Guardiani, La meravigliosa retorica dell’Ado- dalla ‘perla’ allo ‘spirito’: «irregolare, bizzarro, ine- 10) Per gli studi sulla vastissima area spazio–tempora- ne di G. B. Marino, Olschki, Firenze, 1989, p.158. 1) Si veda: F. Trazza, Un mondo divorato dalla politi- guale. Uno spirito barocco. Un’espressione baroc- le denominabile del «barocco», effettuati nei vari 14) P. F. F. Frugoni, Del cane di Diogene, Venezia, ca, il narratario, a.ix, n.viii, 30.4.2003.
ca. Una figura barocca». Nel Dictionnaire de Trévoux del 1771 verrà poi applicato alle arti visi- in Italia: B. Croce, C. Calcaterra, G. Getto; 15) M. Pieri, Nota al testo, in Giambattista Marino, 3) cfr. B. Croce, Storia dell'età barocca in Italia, Bari, ve nel caso «in cui le regole delle proporzioni non in Spagna: D. Alonso, A. Valbuena Prat, A.
Adone, a cura di M. Pieri, vol.II pp.755-801, La- sono rispettate e tutto è rappresentato secondo il terza, 1977. Il giudizio sommario e liquidatorio è in 4) È il caso di Geert Geertsz [1466 (o 69)–1536], più apertura di nota ad un’edizione critica per giunta comunemente noto come Erasmo da Rotterdam, nei paesi anglosassoni: 0. de Mourgues, L. Nelson; curata dallo stesso notatore.
che con la satira corrosiva del Morias Encomion 4) — B. Migliorini, Etimologia e storia del termine nei paesi tedeschi: F. Strich, K. Viëtor, H.
16) Giambattista Marino, L’Adone, a cura di G. Poz- (Elogio della Pazzia) attaccò la scienza medievale «barocco », in Accademia Nazionale dei Lincei, zi, Milano, 1976, 2 voll.. Il primo contiene l’edizio- Manierísmo, barocco, rococò, «Problemi attuali di ne critica, il secondo la Guida alla lettura e il com- 4) — di Juan Luis Vives (1492–1540), autore di un’ope- scienza e di cultura», Quaderno n. 52, Roma, 1962, — G. Briganti, Barocco, in Enciclopedia universa- ra, tra le tante altre, contro la dialettica scolastica, le dell’arte, Milano, Scode, 19762; Nel 1988 l’edizione è stata riproposta con signifi- 4) — O. Kurz, Barocco: storia di una parola, in «Let-M. Guglielminetti, Barocco, in Dizionario criti- 4) — di Michel Eyquem de Montaigne (1533–1592), tere italiane», XII, 1960, pp. 414–444. co della letteratura italiana, a cura di V. Branca, Giovanni Pozzi (Locarno 1923), religioso dell’or- celebre per la stesura degli Essais, i Saggi, che inau- 7) H. Wölfflin [allievo di J. Burckhardt], Renaissance Torino, Utet, 1974, I, pp.212–26. dine dei frati minori Cappuccini, è stato docente di gurano l’analisi rapsodica per l’esplorazione dell’in- letteratura italiana nell’università di Friburgo.
dividuo, sulla tradizione che dai dialoghi di Platone e 8) R. Wittkower, Arte e architettura in Italia 1600- — F. Erspamer, Il primo Seicento, e L’età del ba- 17) F. Guardiani, La meravigliosa retorica, op. cit. Luciano giungono sino alle raccolte di aforismi e 1750, Torino, Einaudi, 1972.
rocco, in AA.VV. Manuale di letteratura italiana, a 18) AAVV. , La scrittura e l’interpretazione, Palumbo, 9) Del filosofo tedesco Guglielmo Dilthey (1833– cura di F. Brioschi e di C. Di Girolamo, vol. II, Bol- 5) Nel Dictionnaire de l’Académie del 1694 in Fran- 1911), professore nell’Università di Berlino, sono lati Boringhieri, Torino, 1994, pp. 225–270.
19) Paul Renucci, La cultura, in Storia d’Italia, a cura cia ‘baroque’ indicava solo il significato di una rara da ricordare alcuni fondamentali studi storici come 12) C. E. Gadda, La cognizione del dolore, Garzanti, di R. Romano e C. Vivanti, Torino, Einaudi, 1972- perla irregolare. Nell’edizione del 1740 dello stesso L’intuizione del mondo e l’analisi dell’uomo nel Ai miei lettori, che hanno espresso il desiderio di sottoscrivere un abbonamento, comunico di voler continuare, per il momento, a mantenere il narratario nel suo attuale stato di prodotto editoriale fuori commercio. Suggerisco loro l’opportunitàdi voler sostenere il “Laboratorio Altiero Spinelli”, associazione senza fine di lucro impegnata nel campo della formazione, della comunicazione e della diffusione dei valori del volontariato, alla cui nascita ha contribuito proprio il narratario.
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What are seasonal allergies? They are also known as “hay fever” or seasonal allergic rhinitis. 36 million Americans suffer from seasonal allergies every year. They are, by definition, “seasonal” or during one part of the year. Pollen (or allergens) are tiny, egg shaped, powdery grains released from flowering plants/trees/weeds/grasses. They are carried in the wind and enter into our nasa

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