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Microsoft word - teanina internet.doc

ANSIOTEN
ANSIOTEN è un integratore alimentare composto da teanina, valeriana e melatonina
indicato in caso di ansia, insonnia, depressione e disturbi neurovegetativi

TEANINA

La teanina è un aminoacido che si trova comunemente nel tè (infuso di Camellia
sinensis
). È correlata alla glutamina, e può attraversare la barriera emato-encefalica[1]. Per
questo motivo, ha delle proprietà psicoattive[2].
¾ riduce lo stress mentale e fisico[3], ¾ può produrre una sensazione di migliora la sfera cognitiva e caratteriale se assunta in combinazione con caffeina[5]. La teanina produce questi effetti perché incrementa nel cervello i livelli di serotonina,
dopamina
e GABA (l’acido gamma-amminobutirrico è il principale neurotrasmettitore inibitorio
del sistema nervoso centrale, responsabile nella regolazione dell'eccitabilità neuronale in tutto il
sistema nervoso).
La teatina, inoltre, ha affinità micromolari per i recettori AMPA, Kainato ed NMDA[6]. Dosi estremamente elevate, anche ripetute, di teanina causano effetti non dannosi oppure non causano effetti fisici e psichici[8]. Su ratti da laboratorio, la teanina ha mostrato effetti neuroprotettivi[9].
BIBLIOGRAFIA
1. Yokogoshi H, Kobayashi M, Mochizuki M, Terashima T (1998). Effect of theanine, r-glutamylethylamide,
on brain monoamines and striatal dopamine release in conscious rats. Neurochem Res 23 (5): 667-73. 2. Gomez-Ramirez M. The Deployment of Intersensory Selective Attention: A High-density Electrical Mapping Study of the Effects of Theanine. Clin Neuropharmacol 30 (1): 25-38. 3. Kimura K, Ozeki M, Juneja L, Ohira H (2007). L-Theanine reduces psychological and physiological stress responses. Biol Psychol 74 (1): 39-45. 4. Lu K, Gray M, Oliver C, Liley D, Harrison B, Bartholomeusz C, Phan K, Nathan P (2004). The acute effects of L-theanine in comparison with alprazolam on anticipatory anxiety in humans. Hum Psychopharmacol 19 (7): 457-65. 5. Haskell CF, Kennedy DO, Milne AL, Wesnes KA, Scholey AB (2008). The effects of l-theanine, caffeine and their combination on cognition and mood. Biol Psychol 77 (2): 113–22. DOI:10.1016/j.biopsycho.2007.09.008. 6. Nathan P, Lu K, Gray M, Oliver C (2006). The neuropharmacology of L-theanine(N-ethyl-L-glutamine): a possible neuroprotective and cognitive enhancing agent. J Herb Pharmacother 6 (2): 21-30. 7. Yokogoshi H, Kato Y, Sagesaka YM, Takihara-Matsuura T, Kakuda T, Takeuchi N (1995). Reduction effect of theanine on blood pressure and brain 5-hydroxyindoles in spontaneously hypertensive rats.. Biosci Biotechnol Biochem. 59 (4): 615-618. PMID 7539642. 8. Borzelleca J, Peters D, Hall W (2006). A 13-week dietary toxicity and toxicokinetic study with L-theanine in rats. Food Chem Toxicol 44 (7): 1158-66. 9. Egashira N, Ishigami N, Pu F, et al (2008). Theanine prevents memory impairment induced by repeated cerebral ischemia in rats. Phytother Res 22 (1): 65–8. DOI:10.1002/ptr.2261. 10. Kamath A, Wang L, Das H, Li L, Reinhold V, Bukowski J (2003). Antigens in tea-beverage prime human Vgamma 2Vdelta 2 T cells in vitro and in vivo for memory and nonmemory antibacterial cytokine responses. Proc Natl Acad Sci U S A 100 (10): 6009-14.
VALERIANA

La Valeriana comune è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Valerianacee,
diffusa nelle zone a clima temperato del Nord America, dell'Ovest asiatico e dell'Europa.
Le sue proprietà terapeutiche erano conosciute addirittura presso gli antichi Egizi, i Greci e
i Romani, ma la maggiore diffusione di questo rimedio vegetale avvenne nel Medioevo.
La valeriana era infatti considerata come una sorta di ''panacea'', in grado di risolvere un gran numero di disturbi, in particolare quelli nervosi e di tipo convulsivo. Si conoscono circa 200 specie di valeriana, anche se quella più coltivata ed utilizzata è la Valeriana Officinalis, caratterizzata da un'infiorescenza ad ombrello costituita da fiorellini bianchi o rosa. Caratteristico della pianta è senza dubbio l'odore assai penetrante che sprigiona anche al semplice tatto. In fitoterapia, della valeriana si utilizzano il rizoma e le radici, estremamente ricchi di principi attivi. Fra questi i principali sono: (acidi valerenici, valerianone, esteri del borneolo) Alla valeriana si attribuiscono proprietà sedative del sistema nervoso centrale,
ipnoinducenti e spasmolitiche. Queste attività sono imputabili al potenziamento di
particolari meccanismi di trasmissione nervosa; in particolare la valeriana agisce sul re-
uptake e il catabolismo dell'acido gamma-amino-butirrico (GABA), aumentando così
la concentrazione di questo fondamentale neurotrasmettitore
. In realtà alcuni studi
hanno indicato che i meccanismi alla base dell'attività sedativa della valeriana potrebbero
essere molto più complessi e coinvolgere altri sistemi neuronali. Nell'uso tradizionale viene
infatti utilizzata nelle forme lievi di insonnia, negli stati ansiosi e negli stati spastici della
muscolatura liscia intestinale.
Nei vari prodotti disponibili in commercio (capsule, compresse, confetti o tintura madre), viene in genere preferito l'estratto secco, che rende meno percepibili l'odore e il sapore. Si consiglia di assumere il prodotto, preferibilmente a stomaco vuoto, mezz’ora o un’ora prima di coricarsi, oppure durante la giornata, all'occorrenza. Le preparazioni a base di valeriana non sembrano influenzare la visione e la prontezza di riflessi durante la guida di veicoli e l'utilizzo di macchinari. Gli effetti sedativi della valeriana si possono sommare a quelli di altri farmaci sedativi del sistema nervoso centrale o a quelli causati dall'alcool ed è quindi consigliabile evitare queste associazioni. BIBLIOGRAFIA
1. Yuan CS, Mehendale S, Xiao Y et al: The gamma-aminobutyric acidergic effects of valerian and
valerenic acid on rat brainstem neuronal activity. Anesth Analg, 2004; 98(2): 353–58 2. Khom S, Baburin I, Timin E et al: Valerenic acid potentiates and inhibits GABA(A) receptors: molecular mechanism and subunit specifi city. Neuropharmacology, 2007; 53(1): 178–87 3. Trauner G, Khom S, Baburin I et al: Modulation of GABAA receptors by valerian extracts is related to the content of valerenic acid. Planta Med, 2008; 74(1): 19–24 4. Benke D, Barberis A, Kopp S et al: GABA A receptors as in vivo substrate for the anxiolytic action of valerenic acid, a major constituent of valerian root extracts. Neuropharmacology. 2009; 56(1): 174–81 5. Ortiz JG, Nieves-Natal J, Chavez P: Effects of Valeriana offi cinalis extracts on [3H]fl unitrazepam binding, synaptosomal [3H]GABA uptake, and hippocampal [3H]GABA release. Neurochem Res, 1999; 24(11):1373–78 6. Malva JO, Santos S, Macedo T: Neuroprotective properties of Valeriana officinalis extracts. Neurotox
MELATONINA

La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la
ghiandola pineale (o epifisi), che agisce sull'ipotalamo ed ha la funzione di regolare il ciclo
sonno-veglia.
La melatonina fu scoperta e isolata nel 1956 da Aaron Lerner. I primi impieghi a scopo
terapeutico risalgono al 1969 con le sperimentazioni del prof. Luigi Di Bella che ne intuì un
potenziale terapeutico.
La melatonina come regolatore sonno-veglia
La melatonina viene sintetizzata o secreta di notte dalla ghiandola pineale; poco dopo la
comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e
raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente
all’approssimarsi del mattino. L’esposizione alla luce inibisce la produzione della
melatonina in misura dose-dipendente.
A dosi farmacologiche la melatonina
favorisce l’induzione del sonno
e così
facendo incronizza l’orologio biologico
interno in caso di variazioni indotte da
repentini cambi di fuso orario.

A conferma di questo ruolo dell’ormone vi sono i risultati di una metanalisi di 10 trial
randomizzati controllati in cui la melatonina è stata messa a confronto con un placebo in
viaggiatori di lunghe percorrenze. Ben 8 di questi studi hanno rilevato che questo ormone
si dimostra realmente efficace nell’alleviare gli effetti del jet lag (Buscemi N. et al. Efficacy and
Safety of exogenous melatonin for secondary sleep disorders and sleep disorders accompanying
sleep restriction: meta-analysis. BMJ 2006;332:385-93
).
Effetti antiossidanti
Dal 1992 furono avviate ricerche per dimostrare anche un altro effetto importante della
melatonina, ovvero la forte riduzione dei radicali liberi. Date le proprietà della melatonina di
essere sia idrosolubile che liposolubile (proprietà rara in natura), la molecola è in grado di
diffondere in ogni parte dell'organismo, superando persino la barriera ematoencefalica del
cervello e quella placentare, proteggendo dunque qualsiasi cellula del corpo. Ciò la rende
di gran lunga versatile ed è la più potente rispetto agli antiossidanti conosciuti.
Non è dimostrato che la molecola generi radicali liberi (come invece farebbe la vitamina C,
noto antiossidante idrosolubile, se esposta a ferro allo stato libero).
Inoltre, la melatonina è presente in concentrazioni relativamente elevate nel nucleo
cellulare, associandosi strettamente alla molecola di DNA: pur non conoscendo la
modalità di questo legame, si è scoperto che la melatonina possiede una capacità senza
pari di proteggere le molecole di DNA dai radicali liberi. Risulta dunque essere un fattore
chiave nella prevenzione del cancro.

BIBLIOGRAFIA
1. Jellin JM et al., eds. Pharmacist's letter/prescriber's letter natural medicines comprehensive database.
2. Hartter S et al. Increased bioavailability of oral melatonin after fluvoxamine coadministration. Clin 3. Von Bahr C et al. Fluvoxamine but not citalopram increases serum melatonin in healthy subjects -- an indication that cytochrome P450 CYP1A2 and CYP2C19 hydroxylate melatonin. Eur J Clin Pharmacol. 2000; 56:123-7. 4. Lusardi P et al. Cardiovascular effects of melatonin in hypertensive patients well controlled by nifedipine: a 24-hour study. Br J Clin Pharmacol. 2000; 49:423-7. 5. Pierpaoli, W. and Regelson W. with Carol Colman, “The Melatonin Miracle”, Simon & Schuster, New 6. Pierpaoli, W. The pineal gland: a circadian or a seasonal aging clock? Aging 3: 99-101, 1991. 7. Pierpaoli, W. Dall’Ara, A, Pedrinis, E. and Regelson, W. The pineal control of aging. The effects of melatonin and pineal grafting on the survival of older mice. 8. Second Stromboli Conference on Aging and Cancer, June 1990. Ann. N.Y. Acad. Sci. 621: 291-313, The pineal aging clock. Evidence, models, mechanisms, interventions. The Aging Clock. Third Stromboli Conference on Agingand Cancer, June 1993. Ann. N.Y. Acad. Sci. 719: 461-473, 1994. 10. Pierpaoli, W. and Regelson, W. Pineal control of aging: effect of melatonin and pineal grafting on aging mice. Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 94: 787-791, 1994. 11. Mocchegiani, E., Bulian, D., Santarelli, L., Tibaldi, A., Muzzioli, M., Pierpaoli, W. and Fabris, N. The immuno-reconstituting effect of melatonin or pineal grafting and its relation to zinc pool in aging mice. J. Neuroimmunol. 53: 189-201, 1994. 12. Mocchegiani, E., Bulian, D., Santarelli, L., Tibaldi, A., Muzzioli, M., Lesnikov, V., Pierpaoli, W. and Fabris, N. The zinc pool is involved in the immunoreconstituting effect of melatonin in pinealectomized mice. J. Pharmac. & Exp. Therap. 277: 1200-1208, 1996. 13. Mocchegiani, E., Bulian, D., Santarelli, L., Tibaldi, A., Pierpaoli, W. and Fabris, N. The zinc-melatonin interrelationship. A working hypothesis. The Aging Clock. 14. Third Stromboli Conference on Aging and Cancer, June 1993. Ann. N.Y. Acad. Sci. 719: 298-307. 1994. 15. Fabris, N. Neuroendocrine-immune aging: an integrative view on the role of zinc. The Aging Clock. Third Stromboli Conference on Aging and Cancer, June 1993. 16. Ann. N.Y. Acad. Sci. 719: 353-368, 1994. 17. Meister, A. and Anderson, M.E. Glutathione. Ann. Rev. Biochem. 52: 711-760, 1983. 18. Pierpaoli, W. and Lesnikov, V.A. Theoretical considerations on the nature of the pineal “aging clock”. 19. Bellipanni, G., Bianchi. P, Pierpaoli, W., Bulian, D. and Ilyia, E. Effects of melatonin in perimenopausal and menopausal women. A randomized and placebo controlled study. Exp. Gerontol. 36, 297-310, 2001. 20. Pierpaoli, W. and Lesnikov, V.A. Theoretical considerations on the nature of the pineal “aging clock”. Gerontology 43, 20-25, 1997. Bellipanni, G., Bianchi, P., Pierpaoli, W., Bulian, D. and Ilyia, E. Effects of melatonin in perimenopausal and menopausal women: a randomized and placebocontrolled study. Exp. Gerontol., 36, 297-310, 20

Source: http://www.carepharm.it/images/stories/upload/Ansioten_Internet_PDF.pdf

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